ANELLO DEL CORMOR - Pro Loco Mortegliano Lavariano e Chiasiellis APS

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ANELLO DEL CORMOR

TURISMO > ITINERARI
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IL PERCORSO “ANELLO DEL CORMOR”

Il percorso denominato Anello del Cormor si sviluppa in un ambiente caratteristico della campagna, arricchito dalla presenza del Torrente Cormor.
La lunghezza del percorso è di 9 km. Si parte dall’area dedicata alle feste di paese, in via Tomba, che è anche il punto di rientro, dove è possibile lasciare l’auto. Abbandonato il nucleo edificato, ci si immerge in un paesaggio naturale molto suggestivo.
Il torrente Cormor (1): nasce dai colli di Buia a 250 m s.l.m. e sfocia nella Laguna di Marano. Il nome deriva dal toponimo “kurm”, palude, in quanto il torrente era caratteristico per le sue piene che si disperdevano nelle terre chiamate “di Mortegliano”. Negli anni ’80 il Consorzio di Bonifica eseguì la canalizzazione con rettifica dell’alveo naturale. Di particolare interesse sono le antiche anse che costituivano le prime zone di spaglio del torrente. Lungo le sue sponde nidificano i germani reali, mentre trote e carpe popolano le sue acque.
La campagna (2): conserva una buona vivacità paesaggistica rispetto alla tipica pianura friulana. Sui terrapieni arginali del torrente sono presenti formazioni vegetali di alto valore naturalistico, residue di più vaste superfici forestali. La composizione vegetale è costituita da filari di gelsi, dal frassino ossifillo, dall’olmo e dall’acero campestre.
La fauna (3): oltre alle trote silenziose, qui cantano i germani, le gazze, le cinciallegre e i passeri, la ghiandaia, il picchio e la rondine. Tra i mammiferi troviamo la lepre, la volpe e talvolta si osserva qualche capriolo.
L’agricoltura (4): è stata, ed è tuttora, l’attività prevalente. Queste terre sono molto fertili, le coltivazioni principali sono il mais, il frumento e l’orzo, alla base dei prodotti tipici del territorio.
Il campanile di Mortegliano (5): alto ben 113,20 m, affiancato alla chiesa dei SS. Pietro e Paolo sovrasta la campagna e il paese. Il campanile è opera dell’architetto Pietro Zanini di Udine e dell’ingegnere Mario Bosco e risale al 1959. Arricchito da un moderno sistema di illuminazione, è il più alto d’Italia, simbolo distintivo per Mortegliano e per tutta la pianura friulana.
Rientrando verso il paese, si costeggia la Roggia di Udine e il paesaggio urbano riprende fino al parcheggio.
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